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La prima volta ch'io m'avvenni in quella
Ninfa, che il cor m'accese, e ancor l'accende,
Io dissi: “È Donna o Dea, Ninfa sì bella?
Giunge dal prato, o pur dal Ciel discende?”
La fronte inchino in umil atto; ed ella
La mercé pur d'un guardo a me non rende,
Qual vagheggiata in Cielo o Luna o Stella,
Che siegue altera il suo viaggio, e splende.
Chi detto avesse a me: “Costei ti sprezza,
Ma un dì ti riderai del suo rigore:
Ché nacque sol per te tanta bellezza.”
Chi detto avesse ad ella: “Il tuo bel core
Sai chi l'avrà? Costui, ch'or non si apprezza.”
Or negate i miracoli d'Amore.