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La Morte Io vidi (ahi dura vista rea!),
Che orror spirava in mille varie forme,
E ratta sì sovra un destrier correa,
Che appena Io scerner ne sapea più l'orme.
Con falce adunca a fasci ella mietea
Di miseri viventi immense torme,
E dall'Orto all'Occaso il suo stendea
Colpo fatale a tutti ognor conforme.
“Ahi Morte, orrida Morte! e quando mai”,
Le dissi, “col tuo fiero portamento
A spogliar me del fral tu ne verrai?”
Ella rispose: “È ignoto il gran momento.”
Ed Io: “Allor che in terra mi porrai,
Io te non già, ma il fallo mio pavento.”