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By Auteur inconnu

Io grido, e griderò, fin che mi senta

L'Adria, il Tebro, il Tirren, l'Arno, e 'l Tesino;

E chi primo udirà, scuota il vicino,

Ch'è periglio comun quel che si tenta.

Non val che Italia a' piedi altrui si penta,

E, obbliando il valor, pianga il destino:

Troppo innamora il bel terren Latino,

E in disio di regnar pietate è spenta.

Invan con occhi molli e guance smorte

Chiede perdon, ché il suo nimico audace

Non vuole il suo dolor, ma la sua morte.

Piaccia il soffrire a chi 'l pugnar non piace:

È stolto orgoglio in così debil sorte

Non voler guerra e non soffrir la pace.