28. Compiangomi laimento e di cor doglio.

By Auteur inconnu

Compiangomi, laimento e di cor doglio

e dico " oi lasso meve, com faragio,

pensando c'ò perduta la speranza

del dolze aulente in cui comando soglio

averlo in mia balìa, ed or non l'agio ? "

Donato à lo suo core in altr'amanza.

Ben è ragione ch'io degia penari,

da poi li fui crudera,

salvagia e dura e fera

ver gli amorosi dolzi risguardari.

Da meve è straniato lo più gente,

quelli ch'aver solea in comandamento:

tornato m'è lo bene in grande affanno,

perdut'ò la speranza lungiamente,

l'amoroso compiuto e buon talento;

lo suo sollazo m'è tornato a danno.

Ched io l'amava di sì buona menti

mostrar no gliel l volia

per temenza ch'avia

de li parlieri falsi maldicenti.

A gran ragione si partio doglioso,

da ch'io non volsi avere pietanza

di quelli che m'amava sanza inganno;

e però lo mio core sta pensoso

ed à gran doglia de la rimembranza

che gli à donato Amore in tale affanno.

Dunque, s'io son colpata per ragione,

degiami giudicare;

ca ben voglio durare

la quale pena piace a lo mio amore.