28 [Di anonimo]
La gran fama, signor, di vertù carca,
che da voi move, sonando sua tromba,
sì nel mondo rimbomba,
che desta ogn'alma gentil che sì sente
agradir vostro stato;
jl qual, di lode degno, ogni altro varca
quantunque sia, signor alto e possente,
per che, dirictamente,
vostro operar nel ver sì bacte e piomba,
con ragion misurato;
e per cotal ragion m'è sormontato
disìo nel cor di ragionare alquanto
de la virtù che tanto
di bene a voi e altrui sempre spande,
la qual, o signor grande,
nell'animo è creata, onde depende
molt'altra chiarità che 'n voi risplende.
In prima trovo in voi esser justitia,
quantunque legge vuol, lei conservando,
e sempre meritando
ciaschuno in grado come si convene,
con gran discretïone;
de la qual poi s'ingenera e initia
vendecta e gratia ch'a quella apartene;
e poi apresso vene
pietà e verità, lor seguitando,
e poi religïone.
Queste, con observansa, a voi, magione
di tanta degnità, cresciuta àn fama,
ch'a poder ciascun brama
gradir di vostra signoria l'altessa,
per la qual sì dispressa
ciaschuna cosa che vitio simiglia
e sol de la vertù il camin piglia.
Appresso poi, di quel loco discende
una chara sorella a questa prima,
la qual par tegna cima
dell'altre in agrandir chi lei disia
con solicito amore;
quest'è fortessa e quel ch' a' llei s'apprende
sì è magnificensa, che obblia
ogni cosa che sia
piccola e sempre ne le grande stima
acquistar con valore.
Degno di lode molte è quel signore
che a seguirla mecte ogni suo ingegno;
de le quai voi più degno
che nessun altro il volgar grido chiama,
unde a sì facta rama
s'agiunge patiensa e jsperanza,
sì che son quactro, con perseveransa.
Poi, la tersa vertù, decta misura,
appresso a quelle surge e in voi luce;
e con seco conduce
tre suoie figlivole, che di gran valensa
ciaschuna porta pregio:
vergogna è l'una, che per sua factura
speresso allo mal fare inpon temensa;
e poi è astinensa;
l'altra è pietà che 'nfine a ddio traluce
chi si veste suo fregio.
Queste ànno sempre in odio e in dispregio
qual cosa sia che stremitate tenga
e che uscir convenga
de la meççana via ch'è temperata;
la qual è più beata
che nessun altra e più di lode degna
e 'l fin di ciò il ver veder c'insegna.
Prudensa ch'è la lor quarta sorella,
e ll'ultima di quelle ch'i ò conte,
si può chiamar la fonte
dell'altre, ad acquistar nel mondo gloria
ed alta nominansa.
Questa in voi luce come in cielo stella
e à perfectïon d'alta memoria;
ma in sì lunga storia,
quanto di voi parlar con chiara fronte
potrei, non ò intendansa;
ma di cotanto si vede certansa,
che, per cagion di questa, ch'anti vede,
per voi si pur possede
il loco di sì alta signoria,
appresso ch'ella invia
a chi la segue buon cognoscimento
e in ogni operation provedimento.
A queste quactro donne tanto chare,
unde derivan sedici lor figlie,
convien che l'om s'appiglie
se vuol nel mondo tener alto stato
e segua lor bandiera,
per che, quando convene abbandonare
ciò che in vita homo à signoreggiato,
nulla li è tanto grato,
avendo Morte abbassato suoi ciglie
e fattol di sua schiera,
quanto, dipo' di sé, lasciar intera
e buona fama infin che 'l mondo dura;
unde molto sicura
mi par di voi veder sì facta vita
sì che questo ne 'nvita
a seguitar del buon camin la traccia
e tempo perde chi d'altro s'impaccia.
Con tosti passi muovi caminando
sensa restar, canson, con bel sembiante;
e quando se' davante
a quel signor che tiene ogni vertute,
e ogni bel costume
dirai: – Il mio factor vi racchomando
il quale specchia in voi la sua salute –.
E poi di' quai sien sute
cagion per ch'io lo pongo di cotante
vertù lucido lume;
et, in effetto, di' per ch'elli è fiume
chiamato d'esse in ciascheduna parte,
di lui io abbia sparte
cotali verità sensa vergogna,
però che pur bisogna
che vertù, dove regna, sia pregiata
come vuol canoscensa e honorata.