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By Giovanni Boccaccio

O ch'Amor sia, o sia lucida stella,

te nel mio meditar forma sovente

leggiadra, vaga, splendida e piacente,

qual viva esser solevi, e così bella.

Quivi con teco l'anima favella,

ode e risponde, e tanta gioia sente,

che la gloria del ciel crede niente,

quantunque grande, per rispetto a quella.

Ma, com' la viva imagine si fugge

e rompesi il pensier che la tenea,

e che 'n terra se' cener mi ricorda,

torna il dolor che mi consuma e strugge,

e prego te che la morte mi dea

di te seguir: deh, non esser più sorda!