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By Tommaso Campanella

In superbia il valor, la santitate

passò in ipocrisia, le gentilezze

in cerimonie, e 'l senno in sottigliezze,

l'amor in zelo, e 'n liscio la beltate,

mercé vostra, poeti, che cantate

fìnti eroi, infami ardor, bugie e sciocchezze,

non le virtù, gli arcani e le grandezze

di Dio, come facea la prisca etate.

Son più stupende di Natura l'opre

che 'l finger vostro, e più dolci a cantarsi,

onde ogni inganno e verità si scuopre.

Quella favola sol dèe approvarsi,

che di menzogne l'istoria non cuopre

e fa le genti contra i vizi armarsi.