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Io ben l'udia, ma non credea poi tanto
Del bel Garzon, della gentil Donzella,
Ch'ei così vago ed ella così bella
Fosse, come correa d'intorno il vanto.
Or ch'io li veggio colle Grazie accanto
E con gli Amori, e sento la favella,
Benedico quel dì, che quello e quella
Strinsero il nodo prezioso e santo;
E chiamo quei, che dopo noi verranno,
Che guardin fiso i duo vaghi sembianti,
Se di fiamma sublime arder vorranno,
E nascan poi, sempre tenendo innanti
Nelle due vaghe idee, che in lor vedranno,
Lo specchio degli amori e degli amanti.