280)
Toglie a Bizanzio rio l'ingiuste prede
Aura, che dalla bella Italia spira,
Mentre nel trono suo c'ha in lei la Fede
Contra il Tracio furor s'accende d'ira.
E quindi lieta in sull'augusta sede
Salir di Giano oggi Lorenzo mira,
Perché ben sa quanto saper risiede
Entro quel cor, cui l'orbe tutto ammira;
Sa la virtù, che dagli aviti Eroi
In lui discese, onde Liguria or posa
Sicura all'ombra de' gran' lauri suoi.
Signor, tal merto è il tuo, ché l'animosa
Fede, pensando a tanti pregi tuoi,
In tuo valore, in tua pietà riposa.