282

By Alessandro Sforza

Che giova, lingua mia, pur gir parlando

Di questa sola donna a tuto il mondo,

Che meno ascolta quanto più in profondo

Sono drieto a lei, mercé sempre chiamando?

Tu sai che a tue parole ha dato bando,

Né val che intenda quanto drento io ascondo,

Anzi in pianto magior quanto più habondo

Tanto men cura e io pur moro amando.

Che giova, ah! miser core, cotanto affanno

Che a la mia lingua e a te stesso dai,

Dittando quanto ella parlar non vale?

Mille ardenti disir che in l'alma stanno,

Se ascriver o parlar potesse io mai

Fia la mia guerra dolce e non mortale.