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By Erasmo da Valvasone

Potea, Venier, l'iniquo fato darvi

più profonda e maggior percossa al core?

O d'un più fermo e più gradito amore,

che torvi 'l Fenarol, morte privarvi?

Potea novo crudel caso mostrarvi

la face tinta di pìiù strano orrore?

O del Ciel repentino empio furore

a lagrimar più grave duol lasciarvi?

Riman tra via mai peregrin, che sente

cadersi appresso ed avampar nel viso

con subito fragor l'ira di Giove,

più attonito di voi né più conquiso,

quando il rio suon de l'impensate nove,

più che l'orecchie, v'intronò la mente?