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By Celio Magno

Qual sì fera, crudel, nefanda mano

sul duro legno il mio Signor confisse?

Perch'a se stesso il cor pria non trafisse

ch'esser a chi 'l fec'uom tanto inumano?

Ma che parl'io d'altrui, misero insano?

Io fui cagione ond'ei morte soffrisse

e che quel sangue immacolato uscisse

per lavar il mio lezzo empio e profano.

Io, quasi poco fosse il suo tormento,

con ingiusti desir, con perfid'opre

riporlo in croce mille volte or tento.

Oh quanta in me la sua pietà si scopre!

Poiché sì gravi error, quand'io me n' pento,

largo perdona, e col suo merto copre.