288)
Che fai, Alma, che pensi? avrà mai pace
De' tuoi stanchi pensier' l'acerba guerra,
Che in dubbia lance il viver mio rinserra
Tra gelo ardente e tra gelata face?
S'io miro al ben, che sì m'alletta e piace,
Dico: chi di me più felice è in terra?
Ma il geloso tormento, che mi atterra,
Ogni mia gioia poi turba e disface.
Così muovon talor fiera tempesta
Contrarj venti, e 'l misero Nocchiero
S'aggira indarno in quella parte e in questa.
Lassa, e ben calco io pur dubbio sentiero,
E la speme or s'affretta ed or s'arresta,
E mi attrista egualmente il falso e il vero.