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By Niccolò da Correggio

L'ozio già tanto disïato godo

qui, Antonio, in villa, d'ogni invidia privo,

e mover sassi da un corrente rivo

vedo, e a vane speranze ho posto el chiodo.

Non più biasteme, anzi dil cel mi lodo,

né di lacrime più versi ti scrivo,

ma in solitudine a me stesso vivo

con cetre e canti e compagni a mio modo.

In una cosa sol me stesso danno:

de l'età persa vanamente in corte,

e ch'io non venni qui al vigesimo anno.

Qui non ha forza Amor, né ardire ha Morte,

e se offendeno alcun, l'è per inganno,

ché qui l'arbitrio regna, e non la sorte.