29 (88)

By Auteur inconnu

Io chiedo al Ciel chi, contra Dio, l'indegno

Misfatto oprò, cui par mai non udìssi.

Dice ei: “Fu l'Uomo, e di dolore in segno

Io cinsi il Sol di tenebroso ecclissi.”

Al Mare il chiedo; anch'ei: “Su duro legno”,

Grida, “l'Uomo il guidò: qual ne sentissi

Doglia, tel dica quel sì giusto sdegno,

Ond'io sconvolsi i miei più cupi abissi.”

Il chiedo al Suol; con egual duolo acerbo

Egli esclama: “ Fu l'Uom: dalle profonde

Sedi io mi scossi, e i segni ancor ne serbo.”

All'Uom, che ride in liete ore gioconde,

Irato il chiedo alfin, ma quel superbo

Crolla il capo orgoglioso, e non risponde.