29 - Oimè, che con gran scorno

By Antonio Brocardo

Oimè, che con gran scorno

La dolce compagnia, il bel soggiorno

Che dianzi ne parea,

M'è sì da i cieli tolta, e da la Idea

Che regge questo corpo infermo e stanco,

Che di continuo a morte

Io vo correndo, e pel camin ne manco.

E penso mie giornate saran corte,

Tanto sento la doglia acerba e ria;

Né più esser potria,

Se 'l corpo mio non fosse più che forte.

Ma se pur ancor fia

Ch'io viva in questa doglia, in questi affanni,

Spero di ristorar tutti i miei danni.