29 Or che mi resta omai
Or che mi resta omai
Se non pentirmi alfine
Del tanto che t'amai,
Del ben senza confine
Che t'ho voluto un giorno,
Visetto adorno?
Or che altro mi resta
Se non farmi eremita,
E ridurmi in foresta
A viver dura vita,
Facendo penitenza
Di mia demenza?
Di mezzo a San Rossore,
Dove con teco appunto
Vivere in lieto amore
Io sognai per un punto,
A sfogo di cordoglio
Ridurmi io voglio.
E quivi star soletto:
Scontando l'error mio
Darmi un sasso nel petto,
Quivi pagare il fio
Di troppo averti amato,
Visino ingrato.
Comprare a qualche frate
Vo' un bel sajo sdruscito,
Di radiche infangate
Distrarre l'appetito,
Par d'un sasso scabroso
Il mio riposo.
Esser voglio infelice
A tuo marcio dispetto
Come nè lingua dice,
Nè cade in intelletto;
Oh la vedrem ben bella,
Mia musoncella!
Chè tregua pur cercando
Un giorno al tuo rimorso,
E pur venia implorando,
A la mia tana d'orso
Certo t'imbatterai
E v'entrerai.
Ravvisarmi non puoi
Tanto son dimagrito;
Tu dici: "A piedi tuoi
Vengo, o santo romito;
Confessarmi vogl'io,
Buon padre mio.
Prete non c'è finora
Che mi mandasse assolta…"
Io penso: "Peggio ancora
Qui tu sei questa volta,
Peggio assai capitata,
Faccina ingrata.
Nè certo quello io sono
C'ora ti assolva tosto,
Quantunque il tuo perdono
Nelle mie mani è posto,
Chè il peccato hai commesso
Contro me stesso "-
Poi dico ad alta voce:
"Or via, sorella, fate
Il segno della croce,
Costà v'inginocchiate… "
E mettomi raccolto,
Porgendo ascolto.
Ella al suol genuflessa
E con la fronte china,
Tutta a me si confessa
Da quand'era piccina;
Tosto siamo al soggetto
Del nostro affetto.
Con voce lacrimosa
Ella comincia a dire
Tutta, tutta la cosa,
Senza punto mentire;
Non sa quant'io del tutto
Son bene istrutto.
Qui pronuncia quel nome
Che al secolo io portai,
Pur dolcemente, come
Dirlo a me l'ascoltai
Già dal suo labbro stesso,
Un dì sì spesso.
"Il mio Vittorio " dice
Ella nel mentovarmi:
Or sin dalla radice
Sento il core tremarmi;
Quasi più non ci veggo,
E più non reggo.
L'assolvo pienamente
D'ogni mal che m'ha fatto,
E me le do repente
A conoscere affatto;
A fatica ella crede
Ciò che pur vede.
Io le faccio coraggio
In questa guisa e in quella,
C'oltre a scordar l'oltraggio
Trovo c'anzi più bella
Dacchè marito prese
Ella si rese.
Passan così dell'ore,
Gli è un pezzo già ch'è sera,
D'elettrico d'amore
Carica è l'atmosfera,
E la notte profonda
La cella inonda.