29 Or che mi resta omai

By Vittorio Betteloni

Or che mi resta omai

Se non pentirmi alfine

Del tanto che t'amai,

Del ben senza confine

Che t'ho voluto un giorno,

Visetto adorno?

Or che altro mi resta

Se non farmi eremita,

E ridurmi in foresta

A viver dura vita,

Facendo penitenza

Di mia demenza?

Di mezzo a San Rossore,

Dove con teco appunto

Vivere in lieto amore

Io sognai per un punto,

A sfogo di cordoglio

Ridurmi io voglio.

E quivi star soletto:

Scontando l'error mio

Darmi un sasso nel petto,

Quivi pagare il fio

Di troppo averti amato,

Visino ingrato.

Comprare a qualche frate

Vo' un bel sajo sdruscito,

Di radiche infangate

Distrarre l'appetito,

Par d'un sasso scabroso

Il mio riposo.

Esser voglio infelice

A tuo marcio dispetto

Come nè lingua dice,

Nè cade in intelletto;

Oh la vedrem ben bella,

Mia musoncella!

Chè tregua pur cercando

Un giorno al tuo rimorso,

E pur venia implorando,

A la mia tana d'orso

Certo t'imbatterai

E v'entrerai.

Ravvisarmi non puoi

Tanto son dimagrito;

Tu dici: "A piedi tuoi

Vengo, o santo romito;

Confessarmi vogl'io,

Buon padre mio.

Prete non c'è finora

Che mi mandasse assolta…"

Io penso: "Peggio ancora

Qui tu sei questa volta,

Peggio assai capitata,

Faccina ingrata.

Nè certo quello io sono

C'ora ti assolva tosto,

Quantunque il tuo perdono

Nelle mie mani è posto,

Chè il peccato hai commesso

Contro me stesso "-

Poi dico ad alta voce:

"Or via, sorella, fate

Il segno della croce,

Costà v'inginocchiate… "

E mettomi raccolto,

Porgendo ascolto.

Ella al suol genuflessa

E con la fronte china,

Tutta a me si confessa

Da quand'era piccina;

Tosto siamo al soggetto

Del nostro affetto.

Con voce lacrimosa

Ella comincia a dire

Tutta, tutta la cosa,

Senza punto mentire;

Non sa quant'io del tutto

Son bene istrutto.

Qui pronuncia quel nome

Che al secolo io portai,

Pur dolcemente, come

Dirlo a me l'ascoltai

Già dal suo labbro stesso,

Un dì sì spesso.

"Il mio Vittorio " dice

Ella nel mentovarmi:

Or sin dalla radice

Sento il core tremarmi;

Quasi più non ci veggo,

E più non reggo.

L'assolvo pienamente

D'ogni mal che m'ha fatto,

E me le do repente

A conoscere affatto;

A fatica ella crede

Ciò che pur vede.

Io le faccio coraggio

In questa guisa e in quella,

C'oltre a scordar l'oltraggio

Trovo c'anzi più bella

Dacchè marito prese

Ella si rese.

Passan così dell'ore,

Gli è un pezzo già ch'è sera,

D'elettrico d'amore

Carica è l'atmosfera,

E la notte profonda

La cella inonda.