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By Giovanni Boccaccio

Rotto è il martello, rott'è quella 'ncugge

che solean fabbricar le dolce rime,

e rotti i folli, rotte son le lime,

e la fucina tutta si distrugge;

il foco più nel suo carbon non rugge,

che riscaldava le materie prime,

di che formando l'opre non sublime,

cantai del falso amor cui ragion fugge.

E però cessa la mia vaga penna

di recar fole con parole vane,

e da così fatta arte si rimane.

Ma della fior soprana di soprane,

che vince l'altre come sauro brenna,

pur tratterò io laude alta e perenna.