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Donna crudele, omai son giunto a segno
Che di chiederti un guardo io né pur oso:
Sol talvolta improvviso, o da te ascoso,
Tuo malgrato rapirne alcun m'ingegno.
Pure anche in ciò t'offendo; e prendi a sdegno
S'io traggo da' tuoi lumi esca e riposo,
E se in virtù di tal cibo amoroso,
Quasi di furto, in vita io mi mantegno,
Benché né furto è il mio, né lor si toglie
Del suo splendor, mentre spargendo il vanno,
E 'l guardo mio gli avanzi altrui raccoglie.
Qual avaro è giammai, cui rechi affanno
(Sia quant'esser si può d'ingorde voglie)
Ch'altri viva del suo, senza suo danno?