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By Alessandro Sforza

Quel dolce e caro nome che al ciel sale

E nel mio cor che sona con tal forza

Che ogn'altra cura da me scazza e amorza,

Spesso facendo vita e morte equale,

Mio ingegno e stil, mie' versi e rime frale

A quel che non si può cotanto sforza,

Come cosa celeste e io vil scorza,

Che la mia lingua di parlar non vale.

In van consumo, in van cotanto affanno

La debil man, la penna, inchiostro e carte

Che altro non fan che crescere il disio,

Però che nulla forza o virtude hanno

Mostrar sol una ben di mille parte,

Che exaltano il bel nome che mai me oblio.