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Usignuol, che non anche uscì del nido,
Apre il tenero rostro a i fischi appena,
E pur ei spera entro la selva amena
A' suoi nuovi garriti applauso e grido.
Si sa che in canto ei cangerà lo strido,
E imparerà di lamentar sua pena,
Qual per lo sposo alla sorella infido
Imparar' gli Avi suoi da Filomena.
Tal io giunto pur ieri a coglier poma
Da i nostri arbusti, oggi con passo industre
Muovo ver' l'alte cime, ond'Uom si noma,
E spera ivi fra noi corona illustre
Alla non bene ancor cresciuta chioma
Questa mia giovinetta età trilustre.