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By Bernardo Tasso

Cacciate, o fanciulletti,

con animosi cori

tanto freddo timor, tanti dolori

che v' ingombrano i petti,

con l' armi de le gioie e de' diletti.

E voi, o verginelle,

la cui tenera mente,

da che si mostra il sol ne l' oriente,

ricoperte le stelle,

sin che raccende in ciel le sue facelle

la notte umida oscura,

semplicitate abbraccia

sì come figlia con le caste braccia,

liete fuor di misura

e tutte piene d' amorosa cura,

or che s' asconde il giorno,

or che vago e giocondo

Espero di lassù vagheggia il mondo

e col gelato corno

fa la candida Luna a noi ritorno,

mille fochi accendete

in queste verdi rive,

e su le fiamme lor lucenti e vive

tutti gli odor spargete

che l' Arabo e 'l Sabeo raccoglie e miete;

e 'ntorno ad ogni foco

in un bel giro accolte,

tutte succinte e con le treccie sciolte,

e l' allegrezza e 'l giuoco

chiamando sì che ne soni ogni loco,

cari balli guidate

isnelle e vezzosette,

e con le voci di pure Angiolette

dolcemente lodate

l' altissimo Signor, la cui pietate

immensa et infinita,

con la potente e forte

mano, ha ritolto a la rabbiosa morte,

ch' aveva già rapita,

la desiata e venerabil vita

di quel vecchio onorato,

saldo e fido sostegno

de la gran mole del Gallico Regno,

sì ch' ancor fortunato

vivrà gli anni del Greco alto e lodato.