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Era il mio sol già fuor del dolce albergo
d'una purpurea ricca veste adorno,
splendor rendendo quanto l'altro al giorno,
coi raggi che passâr mio nudo sbergo.
Onne speranza in me spesso sommergo,
per viste altere recevendo scorno,
poi pure al dolce primo pensier torno
e d'alta fede il credul cor respergo.
Così questi brevi anni guida e regge
l'usato mio pensier, che non s'avede
quanto veloce il nostro tempo vola.
Fa del proprio voler rasgione e legge,
che a l'apetito onne piacer concede,
sì che la mente è senza virtù sola.