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By Guido Gozzano

Bene scegliesti l'unico rifugio

trepida messaggiera insanguinata!

(Sangue d'amico? Sangue di nemico?

Ah! Che il sangue è tutt'uno, oltre la soglia!)

Palpiti esausta e sfuggi la carezza

e temi il rombo... È il rombo del tuo cuore.

Socchiudi gli occhi dove trema ancora

lo spaventoso tuo pellegrinare.

Ah! Sarcasmo indicibile! Tu sacra

dai tempi delle origini alla pace

la novella ci rechi — ah! senz'ulivo! —

del flagello di Dio sopra la Terra.

Ma non del Dio Signore Nostro: il dio

feticcio irsuto della belva bionda:

— Rinascono le donne ed i fanciulli,

uccideremo ciò che non rinasce! —

E le trine di marmo, le corolle

di bronzo, gli edifici unici al mondo,

i vetri istoriati, i palinsesti

alluminati, i codici ammirandi,

ciò che un popolo mite ebbe in retaggio

dalla Fede e dall'Arte in un millennio

ritorna al nulla sotto i nuovi barbari:

non più barbari, no: ladri del mondo!

Tu non tremare, messaggiera bianca;

bene scegliesti l'unico rifugio:

la spalla manca della bella Donna

eretta in pace nel suo bel giardino.

La riconosci? Dolce ti sorride

piegando il capo sotto la corona

turrita a vellicarti con la gota

e con l'ulivo ti ravvia le penne.

Ma tien la destra all'elsa e le pupille

chiaroveggenti fissano il destino;

non fu mai così forte e così bella

e palpitante dalla nuca al piede.

La riconosci? Non ti dico il nome

troppo già detto, sacro all'ora sacra!

Bene scegliesti l'unico rifugio,

trepida messaggiera insanguinata!