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O Sole, o Sol, senza il cui lume prive
Foran di vita e piante e belve e genti,
Fa' che giunto d'Arcadia in sulle rive,
Come tuo dono, odansi i miei concenti,
Ché tu pur Pastor fosti e tu gli armenti
Guidasti a bere a queste fonti vive;
Tu pur cantasti, ed al tuo canto intenti
Stetter Pastori e Ninfe e Fauni e Dive.
Se te non fugga più la vaga figlia
Di Peneo, più ad Amor che a te rubella,
Fa' pago, o biondo Nume, il desir mio,
Ché, qual mi sia, pur son Pastore anch'io,
E dolerommi e canterò di quella,
Che nel rigor la Dafne tua somiglia.