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Onde, per consolarne i miei dolori,
vieni, o sogno, pietoso al mio lamento?
Tal ch'al tuo dolce inganno omai consento
cinto di vaghe imagini e d'errori.
Le care gemme e i preziosi odori
dove furasti, e i raggi e l'aure e 'l vento,
per farmi nel languire almen contento,
pur come un de le Grazie o de gli Amori?
Forse involasti al ciel tua luce, e 'l sole
teco m'apparve? E dal fiorito grembo
parte sentia spirar gigli e viole;
e sentia, quasi fiamma ch'al ciel vole,
la bella mano, e, quasi fresco nembo,
sospiri e soavissime parole.