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By Torquato Tasso

Onde, per consolarne i miei dolori,

vieni, o sogno, pietoso al mio lamento?

Tal ch'al tuo dolce inganno omai consento

cinto di vaghe imagini e d'errori.

Le care gemme e i preziosi odori

dove furasti, e i raggi e l'aure e 'l vento,

per farmi nel languire almen contento,

pur come un de le Grazie o de gli Amori?

Forse involasti al ciel tua luce, e 'l sole

teco m'apparve? E dal fiorito grembo

parte sentia spirar gigli e viole;

e sentia, quasi fiamma ch'al ciel vole,

la bella mano, e, quasi fresco nembo,

sospiri e soavissime parole.