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By Auteur inconnu

“Nume non v'è,” dicea fra sé lo stolto,

Nume non v'è, che l'Universo regga.”

Squarci l'empio la benda, ond'egli è avvolto,

A gli occhi infidi, e se v'ha Nume ei vegga.

Nume non v'è? verso del Ciel rivolto

Chiaro il suo inganno in tante stelle ei legga.

Speglisi, e impresso nel suo proprio volto

Ad ogni sguardo il suo Fattor rivegga.

Nume non v'è? de' fiumi i puri argenti,

L'aer che spiri, il suolo ove risiedi,

Le piante, i fior', l'erbe, l'arene, e i venti,

Tutti parlan di Dio; per tutto vedi

Del grand'esser di lui segni eloquenti:

Credilo stolto a lor, se a te nol credi.