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By Auteur inconnu

Augel, che vai

Lungo il torrente

Fuggendo i rai

Del Sole ardente,

E alla bell'onda,

Cui spessa fronda

Intesse ombra gentil d'orno e d'abete,

Smorzi la sete;

Felice sei,

Mentre gli ardori

Del sen ricrei

Co' freschi umori.

Se potess'io

Al fonte, al rio

Spegner, come fai tu, l'incendio usato,

Sarei beato.

Me non lusinga

Un dolce affetto,

Perché mi finga

Ristoro al petto.

Col Sol contende

Chi 'l cor m'accende,

E ch'io non arda a i rai di sì bel Sole

Amor non vuole.

Tutto è di fuoco

Il cor per Filli:

L'arser per giuoco

Duo rai tranquilli.

Or senza speme

Ei langue e geme,

Poich'ascoltar non vuol le sue querele

Beltà crudele.

Quanto mi fora

Caro aver teco,

Augel, dimora

In selva o speco!

Lagnarmi tanto

Vorrei col canto,

Sinché Filli apprendesse i mesti accenti

De' miei tormenti.

S'ella d'intorno

A queste spiagge

Stampasse un giorno

Orme selvagge,

Le vorrei dire:

“Deh frena l'ire”;

Ed impari ad amar un cor rubello

Da questo Augello.

Ei pure amante

Su queste rive

Tra queste piante

Felice vive.

Spesso volando,

Spesso cantando

Dice all'amato Augel su verde ramo:

“Ama, ch'io t'amo.”

Ed ei ben tosto

Del suon gradito

In selva ascosto

Segue l'invito;

E per mercede

D'amor, di fede

Vibransi fra di lor ne' lieti guardi

Soavi dardi.

Così a quell'empio

Cor, che m'aborre,

Di te l'essempio

Vorrei proporre.

Ahi ma tu sdegni

I miei disegni;

E sprezzando ancor tu l'aspro mio duolo,

Ten fuggi a volo.