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Tra le famose ampie ruine involta,
E dell'Asia e del Greco estinto Impero,
Ignota a noi giacque Lucilla, e tolta
Al regio, in cui già visse, onor primiero.
Alfin dall'urna, ove giacea sepolta,
L'antico ergendo augusto capo altero:
“Qual mi toglie,” gridò, “qual dalla folta
Nebbia degli anni signoril pensiero?”
Rivolta al Tebro poi l'alta Reina:
“Oh qual”, disse, “brillare a me d'intorno
Veggio splendor di maestà latina!”
Tu sei, che d'ostro e di virtudi adorno
Mostri, Signor, la luce a lei vicina,
Che già facea ne' prischi Eroi soggiorno.