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Or che sen viene alla Città del Taro
Donna, dal cui real fecondo seno
Nascer vedrem, quai già vide l'Ismeno,
I figli cinti di nativo acciaro,
Mentre un letto raccoglie in dolce e caro
Nodo quinci la Parma e quindi il Reno,
Miri i due Regj Sposi il Ciel sereno
Con aspetto felice insieme e chiaro;
Non già qual di Peleo fece e di Teti
Ne gli imenei fatali al gran Pelide,
O pur d'Alcmena a i talami segreti.
Bastano quei, che 'l gran Concetto vide
D'Alessandro lor Avo almi Pianeti,
Né Achille a Grecia invidierem, né Alcide.