3 (246)

By Auteur inconnu

Or che sen viene alla Città del Taro

Donna, dal cui real fecondo seno

Nascer vedrem, quai già vide l'Ismeno,

I figli cinti di nativo acciaro,

Mentre un letto raccoglie in dolce e caro

Nodo quinci la Parma e quindi il Reno,

Miri i due Regj Sposi il Ciel sereno

Con aspetto felice insieme e chiaro;

Non già qual di Peleo fece e di Teti

Ne gli imenei fatali al gran Pelide,

O pur d'Alcmena a i talami segreti.

Bastano quei, che 'l gran Concetto vide

D'Alessandro lor Avo almi Pianeti,

Né Achille a Grecia invidierem, né Alcide.