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Donna, sta il mio pensier fisso in voi sola,
E in voi sola il pensier trova il suo bene.
Dietro l'orme di lui l'alma sen vola,
Né di me più si cura o le sovviene.
Io ne attendo il ritorno, e mi consola
Del suo tardo venir la dubbia spene.
Pur qualvolta un mio cenno a voi la invola,
Vendica il torto suo colle mie pene.
Stanco alfin di soffrir mali sì immensi
La torno in libertà. La sua partita
Non toglie il duol, ma solo opprime i sensi.
Temo di richiamarla, allor ch'è gita;
E così mi convien che per voi pensi
A restar senza pace o senza vita.