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Lodato, Nise, il Cielo,
Ed il gran Figlio dell'Etrusco Re.
Io vidi pur, poco è,
In un suo anello, a maraviglia fatto,
Del tuo core il ritratto:
Ma tanto a maraviglia,
Che si ravvisa da lontan le miglia.
Vedestù mai dipinta
A doppia vista industriosa tela,
Che or ti scopre, or ti cela,
Secondo il vario aspetto
In cui lo miri, or l'uno, or l'altro oggetto?
Or questa gemma in quell'anello è tale.
Se di su in giù la miri,
E in faccia, addio Zaffiri;
Il più netto, il più bello
Veder non puoi di quello:
È d'un color che abbaglia.
L'alzi a fior d'occhio, e in quel, che sopravanza
All'aureo incastro, fiso
La guardi? ecco improvviso
Un Topazio che smaglia.
L'abbassi al lume in faccia,
E per l'istesso verso
L'osservi al suol converso?
Eccolla un bel Crisolito,
Ma sbiadatello un tantin più del solito.
Giri poi intorno, o muti
Gli aspetti? Ecco indistinta
L'una dall'altra tinta:
Vi vedi chiaro espresso
Il Zaffiro e 'l Topazio a un tempo istesso.
Ma gran cosa! il Diamante,
Che ha sol per sua ricchezza
Costanza e limpidezza,
Non ve lo vedi mai.
Ah tu ridi, furbetta? inteso m'hai.