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“Ahimè”: risponde ahimè la valle e 'l monte,
Ed è Siena che piange. O illustre e magna
Donna, d'Eroi nutrice e Madre antica,
Qual fiera stella, al tuo gioir nemica,
Di lagrime sì acerbe il sen ti bagna?
Ella a me non risponde, e l'umil fronte
Vie più dolente alza all'aperto Cielo;
E 'l lungo manto e 'l velo
Deposto, e cinta di mendica vesta,
Con voce afflitta e mesta,
Testimonj la Terra, il Cielo, e 'l Sole,
Dicea queste parole:
“Pietà, Signor, pietà, perdono, e pace
A queste mie contrade: umil preghiera
Vinca lo sdegno, che nel sen ti bolle.
Non più chiuso vapor dibatta e crolle
Quest'alte mura; e la tua man guerriera
A questi prieghi e a questo amor verace
Deponga il ferro, e la clemenza abbracci,
E tanto orror discacci.
O sia foco, che ferva entro la terra,
O sia tua propria guerra,
L'uno estingui, Signore, e l'altra affrena,
E salva la tua Siena.
Quando su dura e dispietata Croce
Spirasti l'Alma gloriosa e diva,
Di questa immobil terra il sen scuotesti;
E temer forte e inorridir facesti
L'ingrata gente di credenza priva,
Per mostrar ch'eri Dio grande e feroce.
Or dunque, per mostrar che mite e pio
Sei di clemenza il Dio,
Gli émpiti acqueta del tremante suolo:
Ti muova il comun duolo
E l'onor proprio ancor de' sacri Tempj,
Ove di grazie c'empi.
Ché se macchiato ha il cuor d'enorme fallo
Questa gente, ed è vile al tuo cospetto,
Or cangia i rei costumi, e si rabbella
A i rai della tua grazia, e la rubella
Cieca voglia rivolge in puro affetto.
Se a te sia caro il pentimento, sallo
Ninive minacciata, a cui dal core
Bastò cacciar l'errore
Per sé sottrarre alla fatal ruina.
Rinnuova or la divina
Pietà su questo Popolo men empio;
E sia 'l secondo esempio.
Mira con occhio di pietà clemente
Le Donne sbigottite e i Vecchi lassi,
Che implorano il favor di tua clemenza.
Ma stolta, e che diss'io? restaron senza
Abitatore le contrade, e i passi
Torsero dal crudel suolo fremente;
Ché gran timore a ognun l'alma percosse,
Sentendo al piè le scosse
Replicar della terra a mille a mille,
E le calde faville,
Nel sen racchiuse, con violenza ardita
Cercar barbara uscita.”
Così di pura fede e zelo accesa,
Pregò la nobil Donna, e intorno intorno
Eco pregava, e si lagnava anch'essa.
La valle e 'l monte e la contrada stessa
E quel muto di sassi ermo contorno
Parea volesser dire: “Intatta e illesa
Serba, Signor, la tua Città fedele.”
A tai pianti e querele
Tosto a sinistra folgoraro i lampi
Su per gli eterei campi,
E intuonò pace il Cielo in suon giocondo;
Pace rispose il Mondo.
Onde se de i celesti alti segreti
Lice all'umana mente augure farsi,
Rischiara, o Siena, il nubiloso ciglio;
Richiama omai dal volontario esiglio
I fuggitivi tuoi Popoli sparsi.
Ecco riedono i dì felici e lieti:
Un guardo de i divini occhi clementi
Ha quei vapori spenti,
Che indicevano a te ruina e morte.
S'apron da sé le porte
Del maggior Tempio: or vanne, e sacra in voto
Il puro cor devoto.