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By Auteur inconnu

“O degli altri nemico, empio pensiero,

Che, lor mal grado e mio, vivo in me resti,

Come sì tosto ogni pensier vincesti,

Che osava contro a te mostrarsi altero?

Onde movesti, e chi t'aprì 'l sentiero?

Come a' tuoi cenni i sensi fur sì presti?

Come fai, che ragion né pur si desti?

Ond'hai sul mio voler sì largo impero?”

Ei tace pur, ma lusinghiero il viso

Scuopre un'Immagin bella al cor dolente,

Ed ogni amaro allor gli torna in riso:

“Con questa”, ei dice allor, “son sì possente,

Che la stessa ragion meco diviso

L'alto soglio e 'l comando aver consente.”