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By Auteur inconnu

Ben di sé l'alma e di sua frale scorza,

Caracciol mio, dolce Signor ti chiama;

Né di piacerti l'alta accesa brama

Punto fortuna o volger d'anni ammorza.

Ma l'empio, contra cui non arte o forza

Valse mai, nol consente, e la richiama

Ad altre amare cure e a quella grama

Vita, ond'uscire invan s'aita e sforza.

Amor la rende per mio doppio affanno

Ingrata, ahi lasso, alle tue grazie; e dove

Potrebbe in te gioir, segue il suo danno;

Ché se tenta tuoi pregi in rozzo canto

Ridir (s'altro non dielle avaro Giove),

Rompono il bel desir sospiri e pianto.