3 (407)
Di quell'ardor, che, sparso in ogni parte
Del petto mio, sì dolcemente appresi,
Canto; e del bel, di cui forte m'accesi,
In amoroso stil vergo le carte:
Quanto possibil fia l'ingegno e l'arte
Alzar vogl'io, per far chiari e palesi
I rai, che, dal bel volto al cuor discesi,
Fiamme e dolcezze han nel mio sen cosparte.
Ardito mio pensier dispiega l'ale:
Passa le nubi omai libero e sciolto,
Né ti sgomenti il volo, alto e mortale;
Poiché, quando da morte i' sarò colto,
Forse avverrà che viva ed immortale
La mia fiamma ne resti e 'l suo bel volto.