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Languia mesta l'Italia, e il bel Tirreno
Colme di pianto avea le placid'onde;
Freddo Aquilon già de' bei fiori e fronde
Spogliava il suol, pria così vago e ameno.
Dal barbarico ferro aperto il seno
Giacea la Real Donna, e l'ampie sponde
Del Re de' fiumi eran sanguigne e immonde;
Ché valor contro a forza è un debil freno.
Ma vi accorse il gran Duce, e lei ripose
Nell'antica d'onor strada smarrita,
E l'ostile furor percosse e vinse.
O Mario, o Scipion, qual di voi cinse
Più degno lauro? e qual più nobil vita
Per trionfo sì bello unqua si espose?