3 (86)
Se all'Uomo è il nascer suo colpa e tormento,
Se dal primo respir sino alla morte
Son le mete del vivere sì corte,
Che l'etade più lunga è un sol momento;
Se svanisce ugualmente in polve e vento
Lo stolto e il saggio, il timoroso e il forte:
Se dipende dal tempo e dalla sorte
Di profitto o di gloria ogni cimento,
Che mi giova sul falso e sull'incerto
Collocar la speranza? e ché proccuro,
Dove il premio non ho, fondare il merto?
Ite, fallaci idee; ch'io più non curo
Moli innalzare, onde l'esilio è certo,
Lasciar memorie, ov'è l'obblio sicuro.