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Quel mio bramar ciò che bramar non deggio
Fa ch'io sudi tentando, e sudi invano,
E, credendo veder ciò che non veggio,
Ad un'ombra ideal stenda la mano.
Conosco e non correggo il genio insano,
Anzi nell'error mio godo e vaneggio,
E il sentier della speme, incerto e vano,
Credo che ben mi guidi, e lo passeggio.
Ah, che la vita e la speranza mia
Già son vicine al termine prescritto
Dal superno Decreto, e allor che fia?
Tardi allor ravveduto e tardi afflitto
Vedrò ch'è mia ruina una follia,
Colpa il desio, la vanità delitto.