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By Auteur inconnu

Quel mio bramar ciò che bramar non deggio

Fa ch'io sudi tentando, e sudi invano,

E, credendo veder ciò che non veggio,

Ad un'ombra ideal stenda la mano.

Conosco e non correggo il genio insano,

Anzi nell'error mio godo e vaneggio,

E il sentier della speme, incerto e vano,

Credo che ben mi guidi, e lo passeggio.

Ah, che la vita e la speranza mia

Già son vicine al termine prescritto

Dal superno Decreto, e allor che fia?

Tardi allor ravveduto e tardi afflitto

Vedrò ch'è mia ruina una follia,

Colpa il desio, la vanità delitto.