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Nave degli empj, che soverchi l'onda
De' rei piacer' così veloce e desta,
Volgi l'iniqua prora e il corso arresta,
Ché de' perigli tuoi parla ogni sponda.
A' danni tuoi già torbida e profonda
L'acqua del mar muove crudel tempesta;
Squarcia le vele il vento, e omai t'affonda
Voragin cupa, e il flutto urta e ti pesta.
Ohimè, già veggio ogni tuo bene assorto,
Veggio l'antenne e ogni tuo legno infranto,
Veggio il nocchiero naufragante e morto.
O nave, nave baldanzosa! oh quanto,
Quanto era meglio a tempo entrare in porto!
Mira ove sei per l'indugiar cotanto.