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Quel, che l'Aurelio ed il Traian sormonta,
Gran sasso, ascoso lunga età sotterra,
Ecco risorge a fare oltraggio ed onta
A quel crudel ch'ogni uman fasto atterra.
Ma quale impresa gloriosa e conta,
Quale in pace Signor possente, o in guerra,
Or che felice in miglior pregio ei monta,
Al curioso Pellegrin disserra?
Perde l'augusto antico nome e, schivo
Del prisco onor, più chiari i fregi sui
Spera da un vero eccelso Nome, e divo.
Questo gli adorni la gran fronte e, altrui
Poscia il lume additando, altero e vivo,
Ben mille ei vanti, e mille imprese in lui.