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Benché d'Amor nel vasto mare infido
D'ogn'intorno scorgessi infrante e sparte
Su' flutti galleggiare antenne e sarte,
E d'insepolte membra orrido il lido,
E un fero udissi lamentevol grido
Di naufraghi infelici in ogni parte,
Pur m'affidai senza governo od arte,
Ove il mar mi parea tranquillo e fido.
Ma non sì tosto avea sciolto le vele,
Che sorser congiurati a farmi guerra
Venti rabbiosi, onde mi tenni assorto.
Sbigottito io gridavo: "A terra, a terra",
Ma al franger di nimica onda infedele
Ruppe mia fragil barca in faccia al porto.