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By Alessandro Braccesi

Orsù, vien, Morte, hormai, tra'mi d'inpaccio.

Perché tanto ritardi il tuo soccorso?

Tu sola puoi delle mie pene il corso

finire, e sciormi da sì duro laccio.

Da poi ch'Amor crudel facto ha di ghiaccio

il cor alla mia donna, e posto il morso

al pensier suo amoroso, ond'io son corso

ad tal martyr ch'ognor per doglia aghiaccio,

sento vivendo mille morti ognora,

che mi recon la vita in tanto tedio,

che morte mi saria felice sorte.

Vien, Morte, adunque, presto, e tra'mi fora

di tante crudei morti: altro rimedio

non ho che 'l tuo: vien presto, adunque, Morte.