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Io, ch'a be' studj intento, un dì godea
Tranquilla pace, e fino all'ultime ore
Por legge a i sensi, e portar lunge il core
Dall'amorosa rete mi credea,
Al veder lei, non so se donna o Dea,
Tosto smarrìssi il mio primier vigore,
E cangiarmi sentii dentro e di fuore,
Ch'Amor da quei begli occhi il cor m'ardea.
Né però il dolce gioco, a cui mi tiene
Il destin mio con sì soave laccio,
Scuotere io tento, anzi non ho tal spene.
Chieggio sol che l'incendio, ond'io mi sfaccio,
Scaldi alquanto colei, che mi dà pene,
E si stempri quel cor, che è neve e ghiaccio.