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By Chiara Matraini Contarini

Spirate aure celesti, eterne e sante

nel mio gran foco intenso, ond'ardo e vivo,

sì che, del suo bel nudrimento privo

stando, si lievi a la cagione innante,

e con più luce, al più fedel amante

ritorni, là 've or con la mente arrivo:

che non sia incerto, errante, e fuggitivo,

ma vero, eterno, in sé fermo e constante

Questo pò solo il mio infelice ardore

spegner col sacro suo celeste foco,

in cui s'accende e spegne ogn'alta sete.

Non tardate al mio ben, ch'a poco a poco

alma senz'il suo lume in cieco errore,

si sente trar da l'alto ove voi sete.