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By Emilio Praga
Poiché il lido è scomparso, poiché nulla ne appare
Steno lascia alla forcola il remo. Il cielo e il mare
e il fatale amor suo! Tutto il resto è caduto.
Bella è là dentro, ignara dello scambio avvenuto;
tanto terror la prese che ancor non mosse accento.
Il giovinetto trema come una foglia al vento,
e, offrendo in olocausto l'anima al suo buon santo,
rattenendo il respiro e rattenendo il pianto,
quasi aprisse la porta di una chiesa, la porta
del felze schiude. Immobile, bianca come una morta,
Bella a lungo lo fisa, poi guarda intorno... sola!
Indietreggia, fa un cenno, ma al labro la parola
le si gela, e qual vinta da un affanno deliro,
si copre il viso e cade. Non han pure un sospiro
i malor sterminati. In ginocchio, con voce
che sembra uscir da un tumulo, e colle mani in croce,
così favella il misero: — Madonna... non temete
se a voi davanti un povero sconosciuto vedete...
Fu Lionel, per salvarvi, che mi affidò quel remo...
O, forse, Iddio! — La dama, con uno sforzo estremo,
solleva il capo e volge gli occhi sullo straniero
che segue: — Perdonatemi... fui troppo ardito, è vero,
ma era grande il pericolo... e poi... benché la morte
già mi fosse vicina, sentìa che il braccio forte
abbastanza per trarvi in salvamento avrei...
I più felici istanti vissi dei giorni miei;
or Lionello certo non tarderà a venire
col legno... e partirete... ora posso morire... —
No, non è inganno: a Steno già già sfugge la vita,
e la contessa Bella, trepida, impietosita,
come attratta da un fascino dolce e misterioso
gli solleva il bel crine che quasi ha il volto ascoso,
e, — Vi conosco! — esclama — giovinetto, quel nastro
ch'io perdetti alla messa, l'anno scorso... — Se un astro
fosse disceso sotto le pupille di Steno
dippiù non brillerebbero; ma l'ansia del suo seno
or si è fatta terribile. — Fu raccolto da voi,
e da lontano sempre mi seguiste dippoi...
Perché? — Due grosse lagrime fur la risposta.