303

By Celio Magno

Così di grazia alcuna stilla infonda

benigno Febo a quel ch'io servo e canto,

come ai cigni ond'ha voce e Smirna e Manto

va par la musa tua purgata e monda.

E tal d'eternità radice fonda

che spesso morte il suo gran danno ha pianto

io presso a lei son quasi umile a canto

ch'altera quercia vince e soprabonda.

Ma se di fede alcun merto pur haggio,

cedi a' consigli miei dal vero instrutti,

che negletto da te se n' lagna or molto.

Faccian dal fosco al chiaro omai passaggio

tuoi parti fuor da giusta man condutti,

né stia più 'l sole infra le nubi involto.