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Superbetta Pastorella,
Cui non cale del mio pianto,
Ma ti ridi ingrata e fella
Del mio duolo aspro cotanto,
A me forse un giorno quella
Non sarai già amabil tanto,
E vorrai parermi bella,
Né di bella avrai più 'l vanto;
Ed io allor, che avrò dal core
Di già tratta la saetta,
Riderò del tuo dolore,
E così farò vendetta
Col rigor del tuo rigore,
Pastorella superbetta.