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By Auteur inconnu

Chiaro Ruscel, che fra solinghi orrori

D'esta valle romita ed infeconda,

Ove crudo Destin vuol ch'io mi asconda,

Sovente Eco ne formi a i miei dolori,

Se mai l'infida mia bella Licori

Fia che tu veggia sulla verde sponda,

Vendica i torti miei, cresci coll'onda,

Che la sommerga in tortuosi errori.

Ma no, pietoso Rio, bacia il bel piede

Con atto umile, e in mormorio più lento

Rammenta alla crudel la mia gran fede.

Dille ch'io vivo ancora, e 'l giuramento

Antico avrà nell'alma eterna sede;

Poi va' rimproverando il tradimento.