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By Auteur inconnu

"A che più stai su questa avara sponda,

Miser Nadasto, a disperarti intento,

Dove è il Ciel grave, e un fier cruccioso vento

Ogni pianta, ogni fior lacera e sfronda?

Vedi come mai suol questa infeconda

Terra cangiare in loglio il buon frumento:

Scarsa pastura e rea strugge l'armento,

Che beve a picciol rio torbida l'onda.

Fuggi sotto altro Ciel, vanne all'apriche

Selve d'Arcadia fortunate e belle,

Dicendo a queste balze eterno addio."

Così parlommi un mio pensiero, ed io,

Seguendo lui, sotto più amiche stelle

Spero saldar le mie sventure antiche.